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Credo che un primo, grande merito del libro sia quello di affrontare senza addolcimenti o escamotage un argomento su cui la psicoanalisi ha spesso e volentieri glissato, spostando il discorso su altri piani. Scopo dell'Autore è, infatti, considerare in che modo e con quali effetti emotivi si possa prefigurare nella vita psichica quello che sembra un evento impensabile per definizione—la propria morte—e su quali risorse interiori possiamo contare per farvi fronte, nella nostra vita e nella stanza di analisi.
De Masi osserva che nella letteratura psicoanalitica il problema è stato trattato da tre punti di vista principali: a) la presenza o meno nell'inconscio della rappresentazione