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Nel primo numero del 2002 della rivista sono contenuti alcuni articoli intorno al tema del trauma psichico su cui pare interessante focalizzare l'attenzione. I primi due articoli, di Ghislaine Boulanger, affrontano il tema dell'intreccio epistemologico in cui versa la psicoanalisi di fronte alla spiegazione e agli effetti dei traumi psichici, consentendo di cogliere differenze e analogie di alcuni modelli esplicativi. Il terzo lavoro parla, invece, dall'interno dell'esperienza catastrofica, riportando le esperienze di alcuni psicoanalisti sulle ripercussioni verificatesi in analisti e pazienti a New York durante gli eventi dell'11 settembre 2001.
In The Cost of Survival: Psychoanalysis and adult onset trauma (vol. 38. n. 1, p. 17), l'Autore, considerando il tema del trauma insorto in età adulta, induce a riflettere sull'evidenza che, malgrado l'aumentata incidenza dei fenomeni di violenza a tutti i livelli e le rilevante mole di letteratura sui fenomeni di Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) nel campo della salute mentale, la psicoanalisi contemporanea invece non abbia ancora dato un'adeguata cornice teorica al problema del trauma psichico. Freud era a conoscenza di alcuni dei sintomi delle reazioni traumatiche, ma, a differenza di altri suoi colleghi, non lavorò mai con individui colpiti da shock post-traumatico di guerra, e nel suo Al di là del principio del piacere non vi è traccia di racconti clinici. Malgrado la sua tendenza ad utilizzare anche esempi personali e familiari per supportare argomentazioni scientifiche, non utilizza le esperienze militari dei suoi figli. In realtà “l'oscuro e tetro argomento delle nevrosi traumatiche” era capace di portare non poche sfide alla metapsicologia e ai principi economici. I ripetuti sogni traumatici erano una apparente eccezione al movente del sogno rintracciabile nel soddisfacimento di un desiderio infantile rimosso, in quanto essi potevano essere espressione di un tentativo di padroneggiare attivamente esperienze