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“Il nostro pensiero deve emanare un profumo forte non diversamente da un campo di grano in una sera d'estate”
In psicoanalisi, fin dai suoi esordi, è stato presente il problema del come e che cosa si trasformasse nel funzionamento psichico del paziente. Dal ruolo dei meccanismi suggestivi nel trattamento ipnotico, all'abreazione degli affetti nel metodo catartico, la prima acquisizione prettamente “psicoanalitica” fu il riconoscimento dei benefici del “ricordare”, nello stesso momento in cui la rimozione veniva sollevata da un'interpretazione e, nel dire del paziente, gli affetti potevano rifluire ricongiungendosi con le rappresentazioni precedentemente rimosse. Con il tempo si è visto che un simile percorso lineare è pressoché un'utopia, sia per la presenza di meccanismi difensivi differenti dalla rimozione, quali la scissione, il diniego e l'identificazione proiettiva, sia per la presenza nei pazienti di aree traumatiche preverbali che necessitano non solo di essere riscritte, ma scritte per la prima volta. Ciò ha comportato l'idea di un percorso analitico