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Dal caos alla significazione, questo, assai sinteticamente, è il tragitto che il volume invita a fare. È il percorso che scandisce il passaggio (quando riesce a verificarsi) dallo stato mentale imprigionato dalla disorganizzazione confusiva delle somato-psicosi al complesso viaggio verso l'arcipelago delle liberatrici capacità simboliche. Il valore del libro sta anche nel prendere in considerazione gli avvenimenti mentali che seguono il (a sua volta confuso, quanto meno in molte fasi) rapporto terapeutico vissuto dall'analista nella difficile (a volte perseguitante) ricerca del significato, esigenza che, non potendosi certo basare sulla incoerente, frantumata funzione del pensiero del paziente deve tentare di trovare il senso negli atti, nei moduli della motricità, nelle posture.
Il volume, distribuito in tre parti (modelli di comprensione, clinica e teoria, psicoanalisi e istituzioni di cura), propone dunque gli itinerari, le modalità di passaggio (quando esse si verificano), dalla dimensione del non-limite, del trionfo del caotico al sorgere della possibilità d'accesso alla realtà ed alla sua simbolizzazione.
Credo che il titolo del primo capitolo, di Luigi Rinaldi, “Dal caos alla significazione”, cerchi, riuscendoci a mio avviso, di permettere un rapporto di recupero di significazione non solo con i pazienti ufficiali, ma con gli operatori (almeno quelli, come me, ogni volta smarriti dall'oscurità dell'esperienza psicotica). Quasi che il capitolo (ed il libro nel suo insieme) si proponesse anche come contenitore delle angosce e del rischio di impensabilità de