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Se prestiamo fede a Bion che in libri e seminari argomenta dell'animale-uomo, invitandoci a considerare le nostre radici, il nostro substrato e la strada mentale ancora da percorrere, allora una conoscenza meno generica e superficiale del comportamento degli animali, quali nostri antenati o lontani cugini, è appropriata, se non consigliabile, per noi psicoanalisti. Se il primitivo e l'infantile sono territori così frequentati ed esplorati dall'analista, l'animale nel rapporto tra eredità genetica ed eredità culturale, l'etologico comparato non possono essere ignorati o trascurati.
Dei quasi cinquanta capitoletti, tutti muniti di disegni, il primo “L'istinto oggi” sembra fatto apposta per gli psicoanalisti, che hanno quasi escluso l'istinto dall'apparato mentale. Un esperimento dopo l'altro, gli etologi l'istinto sono andati ridimensionandolo e ridefinendolo. L'istinto della caccia nel gatto viene sostenuto dall'insegnamento, si manifesta difficilmente, se non passa attraverso una trafila scolastica. L'impressione che lascia la lettura di questo libro è che la vita degli animali non ha niente di animalesco (come ha invece talvolta l'azione degli uomini, orrendamente tale). È piuttosto molto varia e differenziata, intelligente in diversi modi, spesso sociale e variamente