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Dal 24 al 27 aprile si è svolto a Sorrento il secondo congresso “New Style” della Federazione Europea di Psicoanalisi, impegnata dal marzo 2000 a cercare di affrontare i diversi aspetti della crisi della psicoanalisi attraverso gruppi di ricerca (Working Parties) cui partecipano rappresentanti delle ventotto Società Europee.
Scopo comune è studiare e rendere più trasparente ciò che facciamo nel lavoro clinico (Clinical Issues Working Party), nell'uso delle teorie nel lavoro clinico (Theoretical Issues Working Party), nella formazione degli analisti (Education Working Party) e nei rapporti con altre istituzioni sociali e discipline correlate (Interface Working Party).
David Tuckett, illustrando questo progetto in una delle sedute plenarie di apertura del congresso, ha ricordato che esso è ispirato dalla convinzione che la crisi che stiamo attraversando riguarda non solo il modo in cui la psicoanalisi e le nostre istituzioni sono percepite dal mondo circostante, ma anche una “sospettosità e incertezza” all'interno delle nostre stesse istituzioni rispetto alle differenze che caratterizzano la teoria e la pratica psicoanalitiche: una sospettosità che sembra avere “un effetto corrosivo” sulla percezione di noi stessi e di quel che facciamo.
L'intento è dunque quello di giungere a definire e comunicare gli elementi centrali di ogni “tipico” approccio considerato. Di qui l'organizzazione di congressi europei annuali, cioè più frequenti, secondo un nuovo stile di organizzazione che mira a fornire a piccoli gruppi di discussione un ambiente che faciliti il più possibile una partecipazione attiva e critica.
Al congresso di Sorrento, primo sviluppo di questo nuovo stile di conferenza europea inaugurata a Praga la primavera scorsa, più di 700 psicoanalisti dalle diverse Società Psicoanalitiche Europee si sono riuniti nelle sale dell'Hilton Sorrento Palace Hotel in brevi, intense sedute plenarie che hanno quindi lasciato il posto a una moltitudine di panel in parallelo.