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Esponiamo qui una ricerca che conduciamo da quasi sei anni e che riguarda il problema di accertare se, come si sostiene da lungo tempo, sia la stessa cosa essere analizzati, a parità di competenze, da un analista uomo o da un'analista donna.
L'idea di questa ricerca è sorta da una serie di riflessioni scaturite dalla nostra attività di supervisione, riflessioni che sembravano portarci in una direzione diversa rispetto a quella accennata, ma che non riuscivamo ancora a sistematizzare.
Abbiamo quindi organizzato, per un piccolo gruppo misto di analisti, un seminario mensile nell'ambito dell'Istituto di Psicoanalisi della Società Psicoanalitica di Parigi.
Ogni serata del nostro seminario di ricerca è dedicata all'ascolto e alla discussione di materiale clinico composto da una sequenza di sedute proposte da uno o da una dei partecipanti.
Attraverso l'osservazione del ruolo che il genere dell'analista e quello dell'analizzando giocano nell'evoluzione della cura analitica, si intende valutare se esso produca conseguenze significative nell'organizzazione del campo analitico, per l'espressione del materiale da parte del paziente o della paziente, per l'ascolto dello stesso materiale da parte dell'analista uomo o donna, per la dinamica del transfert e del controtransfert, e ai fini dell'interpretazione.