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Un analista d'altri tempi, Sacha Nacht, diceva volentieri che ciò che era importante non era quello che diceva l'analista, ma quello che lui era. Non ci sarebbe da insistere oltre sul ruolo della “persona dell'analista”. In effetti l'analista è una persona con i suoi conflitti personali, i suoi punti ciechi, la sua maggiore sensibilità per taluni o talaltri aspetti della vita psichica. Freud insisteva sul fatto che “il primo compito del medico è quello di attirare su di sé l'investimento del paziente”. Una forma di seduzione è così inerente alla pratica analitica. Pertanto questo investimento dell'analista trova il suo limite naturale: l'analisi del transfert. La duplicità dell'analista è legata al fatto di essere allo stesso tempo oggetto d'amore e oggetto di transfert. È nella ripartizione di questi due registri che si situa l'importanza della persona dell'analista ed anche degli ostacoli controtransferali.
Poiché la nozione di oggetto in psicoanalisi rinvia essenzialmente a un elemento dello psichismo, poiché la costruzione dello psichismo si confonde, in una certa misura, con la costruzione degli “oggetti”, poiché la “perdita d'oggetto” è un fenomeno psichico e non la sparizione di un essere amato, il ruolo della persona eletta a oggetto d'amore, nelle differenti tappe della vita, è stato spesso escluso