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Nel numero precedente della rivista è stato pubblicato l'articolo di Enrico Mangini Assenza e presenza del desiderio dell'analista come fattore di trasformazione psichica, nel quale l'Autore delinea alcune differenze teoriche che, a suo avviso, contrappongono la posizione da lui privilegiata, che potrebbe essere definita classica, a quelle narratologiche ed all'intersoggettivismo. In considerazione dell'importanza di una simile problematica, ho ritenuto che fosse opportuno discutere le concezioni espresse da Mangini ed a tal fine ho chiesto a Giuseppe Di Chiara, Antonino Ferro ed Andreina Robutti di commentare il suo articolo. Le riflessioni di questi studiosi sono state pubblicate nello stesso numero della rivista.
La complessità degli aspetti relazionali all'interno della situazione clinica e dei possibili modi di considerare il loro articolarsi con intenti conoscitivi della realtà psichica e con finalità terapeutiche, mi ha motivato a proporre a questi studiosi di discutere ulteriormente intorno a questi temi. Con questo obbiettivo si è svolto il 2 Settembre, presso il Centro Psicoanalitico di Milano, un dibattito, al quale hanno partecipato Albarella, Di Chiara, Ferro, Mangini e Robutti. Il direttore della rivista, Agostino Racalbuto, è stato presente al dibattito, scegliendo però di non intervenire: un atteggiamento con il quale egli ha inteso esprimere una grande apertura al dibattito ed allo stesso tempo una garanzia di equidistanza necessaria ad un reale confronto tra le diverse posizioni.
Poiché sarebbe stato piuttosto gravoso per il lettore leggere il dialogo così come si è svolto tra più persone, ho rielaborato il testo dell'intervista, cercando di riordinare in parte i temi discussi e di delineare le diverse posizioni alla luce anche