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Il volume 12 dell'anno 2002, come d'abitudine ad uscita bimestrale è, a mio parere, più riuscito nel suo insieme di quello dello scorso anno, non solo per l'interesse degli argomenti trattati, ma anche per gli spunti di riflessione che se ne possono trarre. Ogni numero è tendenzialmente monografico e si sviluppa attorno ad un articolo di fondo che viene poi discusso da due autori diversi.
Nel primo numero, dedicato al Simposio sul pensiero di Louis Sander “Integrazione delle conoscenze emergenti sulle prime fasi dello sviluppo dei sistemi biologici e sul processo terapeutico”, si ripercorrono le tappe principali della infant observation che vede nella figura di Sander uno dei pionieri di questa tecnica, sin dagli anni '50 del secolo scorso. Le sue ricerche spaziano dal campo clinico a quello teorico; lo sforzo maggiore di questo autore è stato di cercare un'integrazione tra i vari campi del sapere neuroscientifico, dalle teorie dei sistemi dinamici non lineari alle eventuali possibilità di connessione allo studio psicoanalitico dello sviluppo del bambino.
Tutta la prima parte del volume è dedicata a questo argomento e se è vero che non vi sono delle “idee” particolarmente nuove (consiglierei però una veloce scorsa al contributo di A.H. Modell, di gradevole lettura ed illuminante per quanto riguarda le limitazioni nell'applicare la teoria dello sviluppo al trattamento psicoanalitico), vale la pena di tenerlo presente soprattutto per quelli di noi che si occupano di analisi infantili, in quanto gli articoli offrono l'opportunità di cogliere