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“Senza il femminile all'origine non c'è vita possibile, non c'è luogo per l'uomo”
Come sappiamo, l'isteria è alle origini della psicoanalisi, clinica e teorica. E' dato per scontato in questo lavoro che l'isteria, quella che riconosce nella rimozione, nella conversione e nella condensazione i suoi processi tipici, ruoti attorno alla conflittualità edipica e alle rappresentazioni rimosse, inconciliabili alla coscienza.
Ciò che prospetto è qui la possibile esistenza di un continuum isterico fin dalle prime elaborazioni dell'esperienza psichica, a partire da una eccitazione traumatica.
Si tratta del ruolo tipico di un'originaria esperienza traumatica che impedisce l'elaborazione di pensieri che possano raffigurarla e che, in après-coup, oscura l'aspetto strutturante della conflittualità edipica, secondo momento del trauma, predisponendo alla “soluzione” isterica e favorendo un precipitato della parola nel corpo.
Vorrei inoltre segnalare che un “nucleo isterico”, in una forma originaria, può esistere anche agli inizi della vita psichica. Fairbairn (1952, 1954) riteneva che la “situazione endopsichica di base (originaria) è quella che si riscontra