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Porto all'attenzione del lettore italiano questo lavoro di Searles, (1) non conosciuto, essenzialmente per due ordini di ragioni: in primo luogo per l'interesse storico che possiede, come Langs stesso sottolinea nella premessa redazionale che precede il testo vero e proprio; in secondo luogo perché rappresenta una sorta di “biglietto di visita” che preannuncia i temi di indagine cari a questo autore.
Scritto fra il 1947 e il 1948, quando Searles — in analisi con Hardley e candidato del Washington-Baltimore Psychoanalytic Institute — aveva più o meno trent'anni, “Concerning transference and countertransference” (il cui titolo originario era “Two suggested revisions of the concept of transference. Comments regarding the usefulness of emotions arising during the analitic hour”) dopo esser stato rifiutato nel 1949 da Psychiatry e da The Psychoanalytic Quarterly verrà pubblicato pressoché nella sua interezza (i cambiamenti, oltre al titolo, si limitano a qualche variazione — per motivi di uniformità —nella stesura della bibliografia) soltanto nel 1979 grazie a Langs (in quel periodo editor dell'International Journal of Psychoanalytic Psychotherapy) che ne venne a conoscenza nel corso di una delle interviste a lui dedicate nel 1977 (Langs, Searles, 1980).
Per quanto riguarda il primo punto — l'interesse storico cioè — è il suo dedicarsi ai sentimenti del terapeuta che colpisce, e soprattutto il farlo negli stessi anni in cui entro la nostra comunità sta fiorendo in numerosi suoi membri una nuova attenzione verso la risposta affettiva dell'analista (Winnicott 1947;