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Andreina Robutti considera il riconoscimento del fatto che lo psicoanalista si occupa di un oggetto col quale è in relazione, l'elemento che ha reso possibile alla psicoanalisi fare notevoli cambiamenti e passi avanti. Si potrebbe dire, ed in parte è vero, che Freud avesse già compreso che si stabilisce una relazione tra analista e paziente. Tuttavia il riconoscimento che l'analista è una persona con un suo mondo interno, con una sua storia, con le sue vicende, esattamente come lo è il paziente, ha determinato profondi cambiamenti. Questa è la difficoltà: il paziente e l'analista si incontrano, ma quest'ultimo non è un occhio semplice, è un occhio complicato, che, così come il paziente, non si conosce bene fino in fondo. Costituisce infatti un mito ormai decaduto la concezione freudianasecondo cui l'aver effettuato un'analisi personale consente all'analista di eliminare