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Nel 1937, non molto prima della morte di Freud e dell'inizio della seconda guerra mondiale, uscì Amore, odio e riparazione di Melanie Klein e Joan Riviere, con “Odio, colpa e aggressione” scritto dalla Riviere e “Amore, colpa e riparazione” dalla Klein. La sostanziale diversità di itinerario e di composizione che la colpa può seguire, avvertibile fin dai titoli dei due contributi, deve aver colpito Servadio, che in illo tempore tradusse il libro in italiano, senza peraltro riuscire a trovare un editore interessato. “Amore, colpa e riparazione” è un tema rimasto così centrale ed esclusivo nell'opera di M. Klein che i curatori inglesi degli Scritti scelsero di dare questo titolo al 1° volume. Di riparazione la Klein andava ormai discutendo da qualche anno e alla trattazione della riparazione nei normali rapporti famigliari e sociali nel libretto con la Riviere, aveva fatto precedere non solo, come è ben noto, quella della riparazione nella psicogenesi degli stati maniaco-depressivi (1935), ma ancora prima (1929) quella della riparazione nelle “Situazioni di angoscia infantile espresse in un'opera musicale e nel racconto di un impeto creativo”, dove il termine è usato per la prima volta.
È singolare che sia attraverso un'opera musicale e la creazione artistica che M. Klein arriva a “vedere” la riparazione, distinta da restituzione e da restauro, nella congiunzione che i suoi pazienti bambini, e ora anche adulti, non le avevano ancora così chiaramente presentato. Nell'opera musicata da Ravel su libretto di Colette un bambino pigro, che rifiuta di fare i compiti e viene messo a stecchetto dalla mamma, s'infuria e devasta la stanza in cui si trova, oggetto per oggetto, fino ad aggredire lo scoiattolo che sta nella gabbietta e il gatto. Ma gli oggetti maltrattati acquistano in pieno vita, si rivoltano, lo impauriscono e lo scacciano,