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“abbiamo necessità di unpensiero rischiante generatore direlazioni creative fra opposti, tessitore di retidi rapporti fra ambiguità e certezze, in gradodi resistere alle procedure uniformanti”L. M. Lorenzetti
Leggo l'ultimo Lorenzetti de La base poietica della mente. Psicologia arte conoscenza, appena uscito in bella Edizione Montefeltro, con l'immancabile copertina a colori. Stavolta tocca a Marc Chagall, Il violinista verde, parlarci in suono di poesia dei mondi vitali dell'essere.
Allora mi viene in mente non solo il Lorenzetti di Persona Amore Bellezza che recensivo nel 2001 ma il Lorenzetti del 1990 che, spesso in gioco di ricerca, ci proietta oltre i confini della ragione, negli spazi della Ragione dei sentimenti.
Così, in quella che mi sembra un'analogia, ricorro, in libero giro, a uno dei frammenti del Wittgenstein 1949 che raccolgo dai Pensieri diversi: “Gli interrogativi scientifici possono, sì, interessarmi, ma mai avvincermi davvero. Solo gli interrogativi concettuali ed estetici possono farlo”.
Questa volta l'Autore che sto per proporre non è neanche di sentimenti che ci parla, bensì di itinerari non conosciuti e non conoscibili nei soliti modi. Luoghi raggiungibili, forse, con l'intuizione che nel sensoriale dello sguardo (in-tueri) entra nel mondo, con l'osservazione dell'animo che, mai completamente dentro né completamente fuori, rimanda a mete sempre ulteriori. Non si può dire che sia un metodo di tutto riposo. Lo scrittore, che ha si e no appena superato il mezzo del cammin di vita, docente di “Psicologia nell'arte” a Urbino, direttore di collane per la Franco Angeli di Milano e per l'Editrice Montefeltro, ha una produzione di opere letterarie e scientifiche che direi sconfinata. Un pozzo, come sempre, la bibliografia fatta per chi ama la pesca.