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Nonostante sia ormai ampiamente riconosciuta l'importanza delle funzioni terapeutiche assicurate dal trattamento in Day Hospital (DH) dei pazienti con le più varie e gravi patologie psichiatriche e della loro efficacia anche sul piano del risparmio economico, non esiste a tutt'oggi un chiaro orientamento teorico e clinico, che le valorizzi nell'ambito di una strategia complessiva di trattamento dei principali disturbi mentali. l'esperienza dell'ospedalizzazione parziale nacque a Mosca nei primi anni trenta e fu successivamente riproposta a Londra nell'immediato dopoguerra, in situazioni storiche e sociali di penuria estrema di risorse economiche da dedicare alla psichiatria, caratterizzandosi principalmente come alternativa al ricovero ospedaliero. Solo successivamente, per la sua ampia flessibilità operativa e clinica, il DH è stato variamente individuato come assetto terapeutico adatto anche alla cura dei pazienti in fase di acuzie, come luogo ove praticare la riabilitazione dei pazienti psicotici cronici, oppure ancora, secondo alcune esperienze scandinave ed inglesi, come area specializzata nella psicoterapia intensiva, individuale e di gruppo, ad orientamento psicoanalitico.
Ora, per varie ragioni che sarebbe troppo lungo qui elencare, è definitivamente tramontata l'ipotesi, forte fino alla metà degli anni '80 nel mondo psichiatrico anglosassone, che una psicoterapia psicoanalitica individuale intensiva all'interno di istituzioni ospedaliere, preferibilmente a conduzione psicoanalitica, fosse la forma più efficace di trattamento possibile per una quota importante