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Dalla nota autobiografica, appare come un personaggio particolare, irrequieto e curioso, interessato alla filosofia e all'antropologia, alla psicoanalisi e alla politica. In ogni campo ha portato contributi originali, pendolando tra l'Austria e l'Inghilterra dove si è definitivamente fermato quando, dopo l'incontro con John Rickman, ha deciso di applicarsi professionalmente alla psicoanalisi. La sua irrequietezza ha contagiato anche la sua analisi personale, iniziata con Ernest Jones in Inghilterra, continuata con Freud a Vienna. Ma dopo essersi laureato con Moritz Schlick in filosofia con una tesi sul “Contributo alla teoria della realtà”, rientra in Inghilterra interrompendo l'analisi con Freud. A Londra ottiene un dottorato in filosofia con un lavoro intitolato “Il significato del sacrificio” dove tratta con categorie psicoanalitiche un argomento antropologico per il quale viene nominato membro dal Royal Anthropological Institute. Contemporaneamente, con l'aiuto di Ernest Jones, è eletto membro associato del British Institute of Psychoanalysis, ma con l'impegno a non esercitare la professione di psicoanalista. Nel 1936, in seguito ad un incidente d'auto, è ricoverato in ospedale dove andò a trovarlo John Rickmann che lo convinse a iniziare un'analisi didattica con Melanie Klein. Cosa che egli fece. Ma l'inizio della seconda guerra mondiale lo costrinse ad interrompere anche questa. La riprende nonostante le difficoltà create dalla guerra, ma alla fine di essa interrompe l'analisi contro il parere della Klein per andare in Germania come membro di una Commissione di controllo. Al ritorno riprende l'analisi con la Klein ma con sedute ridotte e solo per pochi mesi; confessa dunque Money-Kyrle “Così mi negai la possibilità di terminare normalmente l'analisi”. Ma nel