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Apre il desiderio, lo guarda, lo scompone, ci gioca, lo mette in prova, ne scopre le contraddizioni, le antinomie, le tensioni. Lo ricompone, lo definisce l'insieme del desiderio di qualcosa e del desiderio di desiderare, lo alita di senso, ce lo restituisce in fantasia d'amore che, in rovescio speculare dell'idealizzazione, corre intera verso duplici oggetti di cui uno inaccessibile, e di questi infine si appaga. Così mi sembra faccia l'Autore nell'invitarci a un viaggetto di sole sessanta pagine. Peccato che ogni pagina convogli altrettanti interrogativi.