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Due sono le linee intorno alle quali si raccolgono i lavori editi nel 2003. La prima è quella della strada, sviluppata nel volume n. 1, La rue, riprendendo un tema già trattato nel 1994, che pone particolare attenzione all'erranza (Errances nel titolo).
La strada è uno dei luoghi di vita dell'adolescente, luogo di esperienze, espressione del bisogno di sperimentare, ma anche luogo di fuga; luogo sociologico, ma anche luogo psicologico. Nell'esplorazione e articolazione di questi diversi aspetti, secondo una prospettiva sia teorica che descrittiva, sta a mio parere uno dei motivi d'interesse del testo.
Il punto di vista adottato è quello soggettivo, per comprendere se la strada costituisce un problema o una risorsa, come precisa Gutton nella parte introduttiva, sorretto dalla voce dell'autorità civile che attraverso M. Bourgat (De la délinquance), assessore comunale a Marsiglia — non a caso città da sempre molto problematica sul piano sociale —, propone di considerare la strada non solo come un problema, il che darebbe origine a repressione cieca, ma anche come portatrice di significati e di bisogni, con le sue leggi non sempre contro.
Gutton offre delle chiavi interpretative; già nel titolo del suo lavoro Ruer dans les brancards 1 egli collega strada e bisogno di ribellione del giovane.
Alla luce della teoria della soggettivazione, o meglio adolescens come preferisce chiamare il processo, egli legge la spinta verso l'esterno da parte del giovane sia come bisogno di utilizzare la strada come luogo di apertura rispetto alla chiusura familiare, sia come luogo di ricerca di “soggettivazione” tra pari, sottomessa alla legge del pairage.
Non vengono sottovalutati né gli aspetti sociali né il fatto che il moto ribelle possa esprimere un bisogno originale e a volte un disordine soggettivo nell'organizzazione della terzietà.
La strada è considerata luogo reale e metaforico dell'emancipazione giovanile, dell'adolescente che esce dall'ambito familiare per operare altre scelte ed esp