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Sin dagli anni cinquanta, l'Istituto Tavistock, in collaborazione con l'Università di Leicester, organizza in questa città inglese una celebre conferenza residenziale (chiarirò più avanti il significato di questa formula) che dura due settimane e che di solito ha luogo nei primi mesi dell'anno. Da diverso tempo, in Italia e altrove, questo evento viene replicato in edizioni più brevi e più accessibili, che sono il risultato di collaborazioni fra il Tavistock & Portman Trust (lo storico Istituto Tavistock, trasformato per far fronte all'equivalente britannico dell'aziendalizzazione) e diverse organizzazioni locali sparse in giro per il mondo (Francia, Italia, Stati Uniti, Sud Africa e appunto Israele). (1)
Nel 1998, mi era capitato un po' per caso di partecipare a uno di questi seminari che allora aveva avuto luogo ad Arona, sul Lago Maggiore. Quest'anno ho invece deciso di prender parte all'edizione israeliana dell'evento, co-organizzato dal Sigmund Freud Center dell'Università di Gerusalemme e da OFEK, The Israel Association for the Study of Group and Organizational Processes.
Quello che segue è un resoconto dei miei pensieri su questo genere di esperienze.
Una “conferenza residenziale” è un evento scientifico che si protrae per diverse giornate e che ha luogo in un centro che consente di ospitare i partecipanti all'iniziativa, tanto per i lavori della giornata che durante la notte. Nell'edizione israeliana, i giorni impegnati dalla conferenza sono sei: da domenica pomeriggio al venerdì successivo. La struttura alberghiera utilizzata quest'anno era il Pastoral Hotel, un complesso di palazzine costruito all'interno del kibbutz di Kfar-Blum, in alta Galilea, praticamente al confine col Libano.