You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il X IPSO Europe Meeting, che aveva come tema “Lo specchio delle emozioni tra candidato e paziente di training”, è stato organizzato quest'anno a Roma insieme ai colleghi della seconda società italiana riconosciuta dall'IPA, l'AIPsi. È stata, come nei precedenti incontri nelle più grandi città europee, un'occasione di grande aggregazione e scambio culturale tra candidati (quest'anno circa 80, provenienti da tutta l'Europa). In genere in questi incontri è l'inglese la lingua comune, ma può essere anche il francese o lo spagnolo a seconda del numero e della provenienza dei partecipanti al singolo gruppo; in ogni caso l'atmosfera è molto cordiale ed incentrata sulla condivisione di esperienze nel training.
A Roma la prima giornata è stata riservata alla presentazione e alla discussione di due relazioni introduttive. La prima (autori Francesco Castellet y Ballarà e Stefano Lussana) più teorica, sul rispecchiamento emotivo profondo all'interno della relazione col paziente e col supervisore e sui suoi presupposti metapsicologici ed evolutivi; la seconda (autrice Cinzia Lucantoni dell'AIPsi) sul tema della scrittura dei casi clinici e della sua importanza nell'elaborazione del transfert e controtransfert.
La prima relazione, con lo stesso titolo del congresso, ha preso spunto provocatoriamente dalla famose frase di David Hume sulla ragione come schiava delle passioni per illustrare il ruolo centrale della comunicazione emotiva prima tra infante e caregiver e poi tra analista e paziente nella formazione e/o modificazione della personalità. Nella situazione analitica la capacità di identificarsi col paziente, di fondersi parzialmente con lo stato emotivo dell'altro, partendo da quello che è stato definito il nucleo indifferenziato dell'identità, rappresenta il nostro principale apparato percettivo della realtà emotiva del paziente. Il supervisore ha naturalmente il ruolo chiave nell'indicare al candidato gli ostacoli interni, le macchie cieche che possono impedirgli un siffatt