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L'attenzione della cultura psicoanalitica francese a temi di interesse generale oltre che squisitamente psicoanalitici, è testimoniata dall'annata della Revue Française del 2003, nella quale sono ripensati non solo argomenti clinici fondamentali, come testimonia il volume quarto, Névroses, ma anche à côté dello specifico analitico, e comunque estremamente interessanti per gli incroci fecondi che possono essere generati dall'incontro tra saperi e discipline apparentemente lontane. Ci riferiamo al secondo volume, Esthétique, in cui l'accostamento tra linguaggi e discorsi diversi sorprende per le prospettive originali che possono aprirsi: ad esempio sull'estetica dell'ascolto analitico, presentata nel bel articolo di F. Gantheret, o sulla “bellezza” dell'interpretazione, di cui parla M.L. Roux.
Dovremo però anche questa volta, purtroppo, per motivi di spazio tralasciare di approfondire questi temi, così come il quinto volume che riporta gli atti del congresso annuale della S.P.P. tenutosi a Lione e destinato ad un argomento, invece, molto discusso nel pensiero psicoanalitico, Honte et culpabilité, vergogna e colpa. Così anche per il terzo volume, che presenta una scelta di saggi su un tema comunque interessante, La perversion narcissique.
Dedicheremo allora la nostra attenzione ad una questione di grande attualità, non solo per l'interesse di un argomento complesso ed ostico alla trattazione psicoanalitica e per la sua recente riproposizione a proposito della formazione analitica, ma anche perché ha assunto negli ultimi anni una sempre maggiore risonanza in ambito sociale. Si tratta del volume dedicato alle omosessualità, omosessualità al plurale, si badi bene, Homosexualités. Plurale che non manca tuttavia di destare qualche domanda, o perplessità, in quanto designa già una scelta di campo concettuale. Non mancheranno infatti, come potremo osservare, le obiezioni ad un'impostazione che, pur riconoscendo l'esistenza di numerose varianti ad una stessa scelta oggettuale, f