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“Finora tutte le strade che abbiamo percorso portavano, se non mi sbaglio di molto, alla luce, alla spiegazione e alla comprensione piena. Ma d'ora in avanti, dal momento in cui decidiamo di penetrare più a fondo nei processi psichici, tutti i sentieri sfoceranno nel buio” (Freud, L'interpretazione dei sogni, 1900, 467)
Nel 1930 il fisico H. Löwy domandò a Freud di partecipare a una “raccolta di esempi delle soluzioni fornite dalla scienza”. Per quanto favorevole, Freud gli rispose: “Cercando di trovare esempi appropriati ho incontrato delle resistenze strane e quasi insormontabili, come se certe procedure che ci si può attendere di trovare in altri campi della ricerca non fossero rintracciabili nel mio. Può essere che i nostri metodi di lavoro non si prestino al genere di sperimentazione adottato dai fisici e dai fisiologi” .
Sorprende come Freud abbia anteposto la sua strana difficoltà (indicandola come resistenza), anziché cogliere l'occasione di presentare la psicoanalisi a un vasto pubblico scientifico. Sapeva, evidentemente, a quante false speranze avrebbe dovuto far fronte.
Non tardò, infatti, a spiegare la sua posizione in rapporto al suo modo personale di lavorare: