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Nella scia delle interviste pubblicate sulla Rivista di Psicoanalisi nel 2000 a Wilma Bucci, a Jean Laplanche e a Remo Bodei (a cura rispettivamente di Andrea Seganti, Alberto Luchetti e Cecilia Albarella) che hanno avviato un confronto interdisciplinare molto positivo e di alto livello, nel 2003 la Rivista ha ospitato un analogo confronto fra lo stesso Luchetti ed il filosofo Felice Cimatti sul tema “Coscienza e Linguaggio”.
Opportunamente è stato usato per esso il termine “dialogo”: come per le precedenti interviste, i due interlocutori contribuiscono infatti in misura equivalente ad un confronto approfondito, serrato e, malgrado la complessità del tema, molto chiaro e vivace. Riteniamo che queste due ultime caratteristiche siano dovute, in primo luogo, al fatto che entrambi sono impegnati, da anni, in una attività di divulgazione di alto livello; in secondo luogo, Cimatti ha presentato in modo netto e senza timore di esporsi a critiche le sue idee, frutto di una elaborazione pluriennale sul tema della coscienza; in terzo luogo, Luchetti ha saputo esprimere il suo dissenso — quando era il caso — in modo estremamente sintetico, per “rilanciare” il discorso dell'interlocutore e concedergli il massimo spazio.
Per l'interesse dell'argomento e del confronto, vorremmo sottoporre alcuni rilievi critici sui temi affrontati da Cimatti, ripresi anche in un suo contributo al secondo fascicolo della Rivista del 2004 (Cimatti, 2004b), in particolare su quelli che ci sono sembrati più attinenti al campo della psicoanalisi.