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“Questo volume”, scrive Franco Borgogno nell'introduzione al testo, “nasce dalla Conferenza Internazionale Clinical Sandor Ferenczi tenutosi a Torino nel 2002” da lui stesso organizzata.
Borgogno ha curato questa antologia con grande attenzione e precisione, con affetto ed amore coinvolgendo per la stesura circa 30 autori italiani e stranieri che avevano già partecipato alla conferenza. I percorsi clinici e teorici trattati sono molto numerosi: l'introduzione generale di Borgogno, nonché i suoi sintetici commenti alle sei parti che compongono il libro, fungono da utile bussola di orientamento.
Molto interessanti sono le riflessioni degli autori su alcuni casi clinici trattati da Ferenczi e le presentazioni del loro materiale clinico secondo uno stile personale, ma dove sono fortemente presenti i paradigmi impliciti ed espliciti della lezione ferencziana.
Vi sono alcuni temi e fili rossi che si dipanano lungo tutto il volume: il complesso rapporto tra Freud e Ferenczi, la questione del trauma, le identificazioni patologiche, la teoria della tecnica psicoanalitica fondata sulla relazione tra paziente ed analista, l'importanza della persona dello psicoanalista con una disamina microscopica di quando e quanto l'analista stesso possa ripetere e determinare fenomeni traumatici nel percorso analitico.
Secondo Ferenczi, le persone che subiscono traumi reali non possono prescindere, nella loro vita psichica, da essi: come psicoanalisti dobbiamo certamente essere grati a Ferenczi che ha dato pari dignità al trauma reale accanto alla fantasia inconscia del trauma come è stata sviluppata