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Voglio intanto ringraziare, come Presidente del Centro Veneto il Direttore e i Redattori della Rivista di Psicoanalisi, per aver pensato proprio qui a Trieste, il primo degli incontri previsti per celebrare il cinquantenario della fondazione della Rivista, e per aver coinvolto in questa iniziativa il Centro Veneto di Psicoanalisi Giorgio Sacerdoti, sezione locale della SPI in questa regione.
La Rivista è l'organo scientifico ufficiale della SPI e in essa si riflette lo stato dell'arte e anche la salute dell'intera Società di Psicoanalisi Italiana. Una Rivista quindi che non è solamente un luogo di raccolta di lavori, una sorta di archivio, o di annali, ma che opera in stretta relazione con la vita societaria, traduzione viva del dibattito scientifico che trova nei Centri il luogo originario di espressione.
La storia della psicoanalisi nel Veneto si intreccia in modo significativo con quella della Rivista di Psicoanalisi, non solo perché Edoardo Weiss, che ha svolto l'attività di psicoanalista a Trieste, è stato il suo fondatore, ma anche perché in seguito, nel tempo, abbiamo visto alla direzione della Rivista il Prof. Antonio Alberto Semi e il prof. Agostino Racalbuto, entrambi esponenti del Centro Veneto di Psicoanalisi. Inoltre un nutrito gruppo di altri analisti del Centro Veneto è stato, ed è oggi, impegnato nella redazione della rivista.
È a proposito del pensiero di Edoardo Weiss, di Trieste e dello scrivere, che ho pensato questa breve introduzione ai lavori, consapevole del fatto che l'idea di celebrare un anniversario, tanto più per noi analisti, credo voglia dire considerare un passato indispensabile per concepire il futuro, nella prospettiva di quella circolarità temporale alla quale Freud ci ha permesso di pensare.