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I selvaggi hanno giochi (o perlomeno noi li chiamiamo così) per i quali non possiedono nessuna regola scritta, nessun regolamento. Immaginiamo ora l'attività di un ricercatore, che visiti i territori di queste popolazioni e stabilisca i regolamenti dei loro giochi. È del tutto analogo a ciò che fa il filosofo.
Il filosofo tratta una questione; come una malattia.
Accettare il fenomeno psicologico senza spiegarlo: questo è il difficile.
Si potrebbe immaginare una malattia mentale, in cui un tizio può usare e capire un nome soltanto in presenza del suo portatore.
Immaginiamo questa situazione controfattuale: immaginiamo che, sulla fine della sua vicenda umana e scientifica, Freud legga quanto più o meno in quegli stessi anni sta scrivendo, sulla psicoanalisi, il filosofo Ludwig Wittgenstein. Wittgenstein non è uno dei tanti critici della psicoanalisi che, da un punto di vista fisicalistico, accusi il nuovo sapere di Freud di non essere scientificamente