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«La narrativa è una delle grandi categorie o sistemi di comprensione a cui ricorrere nei nostri negoziati con il reale»
Ho riletto l'altra sera il caso clinico di cui avevo scritto alcune sedute. Riportavo alcune mie interpretazioni e la risposta del paziente. Ho fatto una certa fatica a rintracciare completamente i sentimenti che allora mi avevano orientato negli interventi, ma aspetti nuovi del paziente ora mi apparivano. Guardando il mio testo, mi domandavo come mai avessi potuto non cogliere cose che ora mi sembravano chiare, e improvvisamente avevo l'impressione di trovarmi davanti ad un altro paziente, ad un'altra esperienza, ad un'altra me stessa. Questa impressione era certo perturbante, ma tuttavia utile. Mi permetteva di cogliere cose che non avrei potuto sospettare e nuovi aspetti del paziente venivano allo scoperto. Mi sono domandata quanto avevo celato di me e del paziente nel mio scritto e se l'avessi involontariamente piegato alle esigenze della tesi di quel momento. Mi sono poi risposta che, guardandomi dall'esterno, forse c'era un lettore dentro di me diverso da chi aveva scritto e che questo lettore mi stava arricchendo con nuovi punti di vista. Nel contempo quella negazione che avevo operato del significato del materiale mi sembrava molto significativa. Le mie associazioni, finalmente più libere dalla pressione emotiva e lontane dall'evento, mi portavano ricordi