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(riassunto)(1)
La sociologia moderna tende a concordare con la tesi psicoanalitica secondo la quale le motivazioni coscienti della guerra sono da ritenere epifenomeni o motivazioni aggiunte che tendono ad occultare motivazioni profonde (inconsce) e il loro rapporto con le modificazioni delle strutture della società operate dal fenomeno guerra. Al di là delle giustificazioni razionali coscienti che ne vengono date, le funzioni della guerra sono funzioni distruttive (Bouthoul, Le Guerre, Longanesi, Milano, 1961)
Gli elementi tecnici, demografici ed economici delle guerre, se ricondotti ai fantasmi inconsci, rivelano significati inquietanti. Il fattore demografico delle guerre, per cui la guerra per superpopolazione sarebbe un infanticidio dilazionato (Bouthoul), viene ricondotto dalla psicoanalisi al desiderio dei padri di uccidere i figli: situazione che si rovescia nel complesso di Edipo nel desiderio dei figli di uccidere i padri. La guerra sposterebbe sul nemico tali tendenze distruttive.
Il fattore tecnico (tipo di armi) nella sua evoluzione storica rivela nei suoi simboli inconsci un'agghiacciante regressione dai livelli genitali (intrusione del gladio, spada ecc.) ai livelli precocissimi di sviluppo nei quali viene elaborato l'incubo della distruzione del mondo (armi termonucleari).
Il fattore economico è intimamente unito al fattore demografico, in quanto la quantità dei beni economici disponibili per soddisfare i bisogni è inversamente