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Nell'inverno del 1985 Franco Fornari stava lavorando alla stesura di un libro. Si trattava di un trattato di psicoanalisi. In quest'opera ci ha lasciato riflessioni sulla psicoanalisi come teoria della mente e come teoria della clinica.
Per sceglier una parte del libro da pubblicare sulla Rivista in occasione del ventennale della sua morte ci siamo fatti aiutare dal criterio di proporre due capitoli che, fra altri possibili, contenessero i suoi modi di pensare più originali e creativi.
Nella sua intenzione e nella amorevolissima e puntuale revisione del dattiloscritto che ne ha fatto, dopo la sua morte, la moglie Bianca, i capitoli si intitolano «La nascita psichica» e «Il sogno durante la poppata e il transfert onirico».
Per richiamare sommariamente, soprattutto per chi conosca meno la sua opera intera alcuni concetti importanti che stanno nei capitoli precedenti e che nelle loro linee fondamentali gli studiosi dell'opera di Fornari e i suoi allievi certamente conoscono, vale la pena di riferirsi al fatto che l'Autore va proponendo la sua teoria della psiche e dell'anima.
Il sogno durante la poppata è importante nella sua teoria: riunisce punti di vista della neuropsicologia con punti di vista teorici metapsicologici e clinici quando ricorda il sogno dell'anima, diventato poi famoso, di una sua paziente.
Occorre tenere presente che Fornari fu il primo psicoanalista a dare così centrale importanza alla neuropsicologia del sogno, del sonno e della veglia, anticipando di 20 anni la tendenza attuale sia in Italia che in Europa.
Il «funzionamento psicoanalitico della sua mente» gli consente di ricordare che sarebbe inutile che una disciplina (la psicoanalisi) fondasse il suo sapere sulle