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L'esperienza da cui sono nate queste riflessioni è maturata nel lavoro di consultazione psicoanalitica, svolto al Centro Milanese di Psicoanalisi. Nella scelta del titolo abbiamo voluto sottolineare «l'incertezza» teorica e tecnica che proviamo nel confrontarci spesso con situazioni poco definibili e poco strutturate, che pongono la necessità di una continua riflessione critica sui nostri modelli. Tale incertezza rimanda comunque ad una condizione basilare dell'assetto mentale dello psicoanalista, ogniqualvolta accoglie un paziente, sia nuovo, in una consultazione, sia vecchio, al decimo anno di analisi ad esempio.
Come è noto il Servizio di Milano è avviato da molti anni (dagli anni Sessanta) e l'anzianità dell'esperienza ci ha offerto una particolare opportunità per interrogarci sulle trasformazioni e i cambiamenti nella domanda di analisi, nell'immagine e nella visibilità della psicoanalisi, nella modalità di conduzione dei colloqui, in correlazione anche con l'evoluzione di posizioni e modelli sul piano teorico-clinico. Gli analisti che svolgono tale servizio non prendono direttamente in carico i pazienti, ma la consultazione prevede fin dall'inizio l'eventuale invio ad un altro psicoanalista.
Gli anni in cui nacque il Servizio milanese vedevano uno sviluppo crescente dell'interesse per la psicoanalisi, del riconoscimento del suo valore e della sua efficacia e quindi della sua immagine e del suo prestigio e, di rimando, della richiesta di analisi, con una forte percentuale di «addetti ai lavori». Il servizio