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La questione è il desiderio della domanda.
È troppo noto a tutti che l'idea di trauma psichico è presente nella psicoanalisi dai suoi primordi e, si può anche dire, dalla sua preistoria, come sappiamo da ciò che leggiamo nelle note di Freud alla sua traduzione di Charcot (Freud, 1892-94).
Nel decorso dell'opera freudiana, questa idea si trova inserita nel contesto delle sue concezioni sull'origine traumatica delle nevrosi in generale (1934-38), nelle formulazioni circa la nevrosi traumatica in se stessa (1920) e, infine, nella teoria sull'origine traumatica dell'angoscia (, ). Quando esaminiamo questo tema a partire dal primo di questi punti di vista, immediatamente risaltano il ruolo della memoria e il concetto di posteriorità (Nachträglichkeit), associati alla concezione dei due tempi del trauma (Laplanche, 1980; 1999). All'interno della teoria della nevrosi traumatica in sé, centrata sui fenomeni e sui meccanismi intrapsichici operanti nel vissuto dell'evento traumatizzante, appare con risalto quella che è chiamata la funzione o l'apparato del paraeccitatorio (Freud, 1920). Infine, dall'ultima ipotesi, definita da Baranger e coll. la teoria del trauma generalizzato, appare in primo piano la nozione di impotenza psichica (Hilflosigkeit), legata ad una situazione traumatica e di angoscia automatica (Freud, 1925, 1932). L'osservazione complessiva delle ipotesi evidenzia il fatto che