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Il libro di Murielle Gagnebin — una psicoanalista che insegna estetica — è al tempo stesso difficile ed attraente, importante dal punto di vista clinico e inquietante per le aperture che opera sul mondo contemporaneo. Questa recensione non vuole esaminare esaurientemente i contenuti dell'opera — che spazia nel mondo e nel tempo della creazione artistica con una messe amplissima di contributi (da Polanski a Vermeer, da Rousseau a Giacometti, da Morandi a Nicolas de Staël) — quanto indicare alcuni fili di una lettura possibile ed alcuni interrogativi che questa pone.