You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Drei Abhandlungen zur Sexualtheorie, «il più memorabile e il più originale contributo di Freud alle conoscenze umane» (con L'interpretazione dei sogni: il giudizio è di James Strachey) sono stati pubblicati nel 1905. Soltanto mille esemplari in brossura, cioè poco costosi, furono venduti in quattro anni ed altri quattromila tra il 1910 ed il 1920. Malgrado tale diffusione ristretta, questo libro, che alla sua uscita era di un quarto meno voluminoso di quanto sia attualmente a causa delle successive aggiunte,(1) rese Freud «quasi universalmente impopolare». Gli valse più insulti ed ingiurie di ogni altro suo libro. Fu considerato immorale, racconta Jones (1953, 29), ed il suo autore nefasto ed osceno.
Che cosa aveva mai scritto per scatenare una simile tempesta? O meglio, che cosa aveva mai descritto? In un linguaggio semplice — la prima edizione è praticamente priva di qualsiasi vocabolario tecnico, a parte il termine «libido» presentato fin dalle prime righe (la pulsione, Trieb, in tedesco è un termine del linguaggio corrente) — in un linguaggio semplice, dicevamo, un mucchio di proposizioni scioccanti: la sessualità dell'adulto è di carattere infantile,
Il presente articolo, qui tradotto con alcune minime modifiche, è la prefazione al volume Sigmund Freud, Trois essais sur la théorie sexuelle, Gallimard, Paris, 1987, traduzione francese ad opera di Philippe Koeppel. Si ringraziano l'Autore, la casa editrice e J.-B. Pontalis, curatore della collana «Connaissance de l'Inconscient» in cui è stato originariamente pubblicato, per averne gentilmente concesso la pubblicazione.