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I titoli che ho inizialmente proposto per questa relazione furono infine abbandonati per quello più classico: «I Tre saggi e la teoria della seduzione». Le formule che mi erano spontaneamente venute in mente erano: «I Tre saggi come messaggio enigmatico» oppure «I Tre saggi come trauma». Come si vede, includo questo scritto di Freud, questo episodio del pensiero freudiano, come evento, all'interno della stessa «Teoria della seduzione» e del modo in cui Freud lotta con essa e contro di essa.
Per avvertire chiaramente questo aspetto «enigmatico» o «traumatizzante», conviene riferirsi all'evento del 1905, cioè alla prima edizione dei Tre saggi. Nell'edizione francese di cui sono direttore scientifico, abbiamo deciso di contrassegnare con una linea continua in margine i passi che datano delle edizioni successive 1910, 1915, 1920, 1924.
Consiglio di fare la stessa cosa con il proprio volume dei Gesammelte Werke, della Studienausgabe o delle Opere di Freud, e poi di leggere unicamente la versione del 1905. L'effetto è sorprendente, sconvolgente. Tutto ciò che sembrava ben noto, gli «stadi» dello sviluppo libidico, il narcisismo, l'evoluzione progressiva verso il primato genitale, tutto ciò scompare. Resta allora un testo strano, talvolta contraddittorio, ma nonostante questo è sostenuto da solide linee di forza. È innanzitutto l'incessante affermazione della sessualità infantile, con le sue specificità: pulsioni parziali, zone erogene, appoggio etc… e con il suo problema economico misterioso se non insolubile: la differenza tra il piacere dell'eccitamento ed il piacere per abbassamento di tensione. È altresì l'affermazione della «perversità polimorfa» originaria, e della sua eventuale integrazione nel piacere genitale sotto forma di piacere preliminare. Mi fermo qui, per sottolineare