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Grande pittura e geometria di sfondo e di riferimento, nello studio dei fatti dell'esperienza psicoanalitica trasformati in interpretazione, che incorpora invarianti, secondo una particolare teoria psicoanalitica, verso la comprensibilità, come avviene per la rappresentazione in un dipinto. In un borderline psicotico in fase catastrofica le invarianti da prima a dopo tale fase appaiono riferibili a insopportabili dolori ipocondriaci causati da oggetti interni: ed ecco che il paziente, pieno di dolori misteriosi, è esploso. La trasformazione può fare riferimento ai contrassegni delle caselle della griglia, dall'opera immediatamente precedente (Bion, 1963). Tra i differenti tipi di trasformazione, troviamo quelli relativi a nevrosi e psicosi. La trasformazione con scarsa deformazione viene chiamata «a moto rigido»: trova angosce da scena primaria al fine settimana, in una situazione di transfert. La trasformazione «proiettiva» è quella che induce confusione nel paziente tra se stesso e l'analista. Va detto che grande differenza si ha in analisi tra la trasformazione a moto rigido e quella proiettiva. Per il parassitismo si può parlare di assassinio cronico di paziente ed analista. La personalità dell'analista conta nella situazione analitica, con ciò che in lui è forte e ciò che è debole, al di là della sua analisi personale e della sua eventuale psicopatologia [penserei che la confusione e l'estenuazione prodotte dal paziente mettano particolarmente alla prova l'analista]. Non dimentichiamo la trasformazione comunicata al pubblico dalla grande pittura, attraverso l'esperienza emozionale, la precisione della comunicazione, l'universalità, la durata, in