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Il libro di Anthony Molino è una ricerca in forma di dialogo si muove in una trama intessuta tra antropologia e psicoanalisi, saperi che nel tempo si sono più volte incontrati nel confronto delle rispettive pratiche e teorie. Chi ha dimestichezza con entrambe le discipline, e Molino è tra questi, conosce la difficoltà e, al contempo, la produttività della condizione di sostare sul territorio di frontiera tra le due forme di conoscenza, direi quasi coeve nella genesi storica. Ancora oggi è attuale il loro incontro, proprio per la rispettiva inattualità nella frequentazione dell'inconscio da un lato e della diversità culturale dall'altro.
La struttura del testo, ben delineata nelle introduzioni a cura di Wesley Shumar e dello stesso Molino e nella postfazione di Waud Krake e Lucia Villela, si dipan