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A volte compaiono nelle nostre menti pensieri randagi oppure pensieri vertiginosi e selvatici (Bion, 1977) che osano sfidare la quiete apparente dell'universo: di quei mondi in cui ci ostiniamo affannosamente a vivere. Che si tratti poi dell'universo che ci circonda o invece dell'universo che è dentro di noi — per quanto costituisca una questione importante — diviene secondario rispetto a quel bisogno di quiete, che è sempre teso a farci pensare che alcune questioni non ci riguardino: la possibilità di impazzire, ad esempio, oppure la morte e il morire, e la loro relazione deflagrante e paradossale con la vita.
Del resto Freud sembrava averlo già intuito, sia quando — attraverso una geniale immaginazione speculativa (1915) - aveva