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Dal 17 al 19 Settembre 2004 si è tenuto a Roma il IV Convegno sul pensiero di Ignacio Matte Blanco, dal titolo L'emozione come esperienza infinita, organizzato dal Gruppo Internazionale di Bi-logica, a cura di Alessandra Ginzburg e Riccardo Lombardi, con la presidenza onoraria di Luciana Bon de Matte. Vi hanno partecipato insigni studiosi di varie discipline, portandovi contributi di estremo interesse.
Il titolo del Congresso invitava a riconsiderare emozione ed inconscio come realtà equivalenti della nostra psiche, intrise di simmetria(1) e sfuggenti a concettualizzazioni precise, ma rappresentabili con i concetti e i paradossi dell'infinito.
Le teorie matteblanchiane offrono allo psicoanalista, non meno di quelle bioniane o winnicottiane, nuove possibilità di approccio all'analizzando e nuovi strumenti di indagine per le complesse fenomenologie che giungono all'osservazione psicoanalitica. Purtroppo sono state poco apprezzate da parte della psicoanalisi italiana, perché erroneamente ritenute troppo astratte o contaminate da complicati concetti matematici. Ma in questo Congresso ne sono ampiamente rivalutati importanti risvolti clinici, epistemologici ed estetici. In realtà la rigorosa ricerca scientifica di I. Matte Blanco, pur attraversata da idee filosofiche (Parmenide, Platone), suggestioni poetiche (Amado Nervo) e mistiche (Pascal), non ha mai perso di vista i problemi della clinica psicoanalitica. E la presenza di psicoanalisti, notoriamente impegnati nella ricerca di un originale indirizzo teorico-clinico, come James Grotstein e Salomon Resnik,