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Tra il 17 e il 20 marzo 2005, una cinquantina di soci e candidati della SPI hanno preso parte al XVIII Congresso della Federazione Europea di Psicoanalisi che ha avuto luogo a Vilamoura, circa 300 chilometri a sud di Lisbona. Quella di quest'anno è stata la quarta conferenza annuale della FEP. Sin dal primo Congresso di Aix en Provence gli incontri europei avevano sempre avuto una cadenza biennale. Al Congresso di Praga del 2002, però, il Comitato Esecutivo allora in carica propose di rendere annuale la periodicità degli incontri e di introdurre una serie di innovazioni organizzative intese a favorire il confronto culturale e scientifico. Da qui la denominazione di «New Style» Conference e la curiosa singolarità della doppia numerazione ordinale in modo da ricordare sia l'anno di fondazione della FEP, sia l'anno in cui sono avvenuti importanti cambiamenti.
Il programma scientifico del 2005 è stato messo a punto da un comitato organizzatore presieduto da Vincenzo Bonaminio e ha avuto come titolo L'interpretazione e la costruzione in psicoanalisi. Facendo esplicito riferimento alla concettualizzazione di Freud del 1937 (Costruzioni in analisi), Bonaminio ha voluto evidenziare sia la prefigurazione previdente dello stesso Freud della natura essenzialmente dialogica del lavoro analitico, sia l'anticipazione di tutta una serie di problemi e discussioni che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della storia della psicoanalisi. I due aspetti principali che il programma indicava come correlati alla coppia interpretazione/costruzione erano infatti «la relazione dialettica fra fattori intrapsichici e intersoggettivi, e la questione del tempo, in particolare il concetto di Nachträglichkeit e di après coup» . Fra le questioni teorico-tecniche proposte come centrali, c'erano il rapporto fra holding/containment e interpretazione/costruzione, la differenza fra interpretazioni di transfert e interpretazioni nel transfert (interventi hic et nunc e/o «you-mean-me», le prime; interp