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Dal 5 all'8 maggio si è svolto a Parigi, nella sede del centro Congressi del CNIT a La Defense, il 65° Congresso degli Psicoanalisti di Lingua Francese. Si tratta di un Congresso che ha una frequenza annuale e una formula che vede impegnate le Società Psicoanalitiche dei paesi dell'Europa mediterranea oltre che della Svizzera, del Belgio e del Canada. Esso si tiene in successione nei differenti paesi ove sono presenti le Società psicoanalitiche che aderiscono a questa formula. Poiché quest'anno era organizzato dalla Société Psychanalytique de Paris (SPP) e dalla Association Psychanalytique de France (APF), che è l'altra società psicoanalitica francese che fa parte dell'IPA, si è tenuto in Francia. Il tema del Congresso era «La sublimation», tema evidentemente molto «francese» in virtù della forte tradizione «freudiana» che è un elemento caratterizzante della psicoanalisi d'oltralpe. I lavori, come è consuetudine in questa formula congressuale, sono organizzati intorno a due imponenti relazioni che sono dei veri e propri saggi teorico-clinici che mirano a fare il punto sullo stato dell'arte rispetto ai concetti che sono oggetto del tema del Congresso. Le relazioni che sono pubblicate in precedenza vengono poi ampiamente discusse in sessioni plenarie con l'apporto di interventi preordinati di discussants, di inteventi spontanei dalla sala nonché in tavole rotonde. Quest'anno le relazioni erano state affidate a Eveline Séchaud (APF) il cui titolo era «Perdre, sublimer» e a Jean-Louis Baldacci (SPP) dal titolo «Dès le début … la sublimation?».
La relazione di E. Séchaud che ha aperto il Congresso partiva dal proposito di mettere in rapporto lutto e sublimazione, includendo in questa la capacità creativa e facendo giocare questi concetti con la simbolizzazione, presa nella dialettica tra le pulsioni e tra le pulsioni e i loro oggetti. Lo spunto teorico dal quale è partita l'Autrice è stato la constatazione che frequentemente episodi di «perdita» danno l'avvio a processi c