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Un tema non molto praticato dalla ricerca post-freudiana è stato quello delle «incidenze etiche della psicoanalisi», da intendersi nel doppio versante dell'etica di una nuova disciplina, appunto quella psicoanalitica, e degli effetti, delle ricadute, che questa nuova disciplina può avere nell'ambito della morale in quanto tale. In altri termini, si tratta di chiedersi: c'è un'etica della psicoanalisi? E inoltre: può l'etica in generale rimanere la stessa dopo l'avvento della psicoanalisi? È la riflessione che J. Lacan compie tra il 1959 e il 1960, con il suo settimo seminario (Lacan, 1986). Un'eco di questa ardita impresa la troviamo nel Discorso ai cattolici, tenuto in due conferenze, rispettivamente del 9 e 10 marzo 1960, presso la facoltà universitaria di Saint-Louis dell'Arcivescovado di Malines-Bruxelles. Queste due conferenze sono state pubblicate in Francia insieme ad un altro testo, Le triomphe de la religion, che dà il titolo all'intero volume (Lacan, 2005b) e che costituisce il resoconto di una conferenza stampa rilasciata da Lacan a Roma il 29 ottobre 1974 presso il Centre culturel français, intitolata appunto Il trionfo della religione.(1)