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Nell'autunno del 2004 la Mondadori ha lanciato un'iniziativa editoriale pubblicando in associazione con alcuni numeri del settimanale Panorama le biografie di personaggi che hanno segnato la cultura, la politica o l'arte del Novecento. La biografia di Freud è stata commissionata a M. Balsamo. Ne è risultato un prodotto tipograficamente molto gradevole e agevolmente fruibile sia per il lettore di cultura media al quale era rivolta l'iniziativa che per gli «addetti
ai lavori» a causa della presenza nel testo di alcuni passaggi intellettualmente molto sottili che, tuttavia, non ne appesantiscono la lettura in virtù di una scrittura agile e vivace. Il testo biografico vero e proprio consta di 89 pagine che percorrono sinteticamente ma con grande chiarezza espositiva tutte le tappe della vita e della ricerca di Freud evidenziando gli snodi problematici della scoperta e dello sviluppo della psicoanalisi e delle relazioni del suo inventore con i personaggi del suo mondo familiare e dell'universo culturale nel quale ha vissuto nonché con le figure più significative della nascente comunità psicoanalitica. Il volume inizia proprio partendo dalla problematicità che è connessa al genere letterario della biografia, sempre oscillante tra rimozione e svelamento, tra presentazione e deformazione e tra cancellazione delle tracce e resa alla soggettività; problematicità che è raddoppiata quando si tratta di una biografia psicoanalitica che vuole prendere in considerazione gli aspetti della vita di un autore che sembrano in connessione con le sue scoperte e quando, in aggiunta, si tratta dello stesso inventore della psicoanalisi. Esso poi tocca alcune delle più rilevanti questioni di epistemologia psicoanalitica, che peraltro sono ancora estremamente attuali, come quella della dubbia utilità dei dibattiti pubblici sulla psicoanalisi a proposito dei quali lo stesso Freud diceva che se non c'è un terreno comune non c'è nulla da fare contro le emozioni latenti per cui questi dibattiti