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Winnicott lesse una prima versione del suo lavoro «L'uso di un oggetto e l'entrare in rapporto attraverso identificazioni», alla Società Psicoanalitica di New York il 12 Novembre 1968. Stando a quanto riferisce Robert Rodman, autore di una recente intensa, quanto complessa, biografia di , la Società di New York, bastione della psicologia dell'Io, pensava invitandolo, di aprirsi al pensiero kleiniano! Questo la dice lunga sul clima di fraintendimento che segnò la presentazione del lavoro e la sua accoglienza. Forse l'evento non si risolse in una catastrofe, (1) ma indubbiamente Winnicott lo visse come un insuccesso. Immediatamente dopo contrasse l'influenza «Hong Hong». Ebbe una polmonite e un attacco al cuore e stette per parecchio tempo sul punto di morire. (2) Già prima della sua partenza da Londra era stato in condizioni di salute molto precarie, per cui il suo viaggio a New York aveva avuto un aspetto temerario, sicuramente motivato anche dal desiderio di un riconoscimento internazionale della sua ricerca e del suo pensiero.
Nel riassunto della discussione del lavoro fatto da David Mirlod (Rodman 2003) la risposta di Winnicott ai suoi tre discussants (Edith Jacobson, Bernard Fine, Samuel Ritvo), che avevano parlato troppo a lungo non lasciando spazio per il dibattito, è sintetizzata in questo modo: