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Può essere difficile per chi è abituato a vedere l'Opera Omnia nei suoi scaffali e a consultarla da sempre, immaginare cosa possa avere significato l'edizione italiana delle Opere complete per i primi analisti, quelli che si sono accostati alla psicoanalisi quando Freud non era ancora stato tradotto. Su incarico della redazione della nostra Rivista, ho avuto l'opportunità di incontrare in due brevi conversazioni due analisti anziani, tra i primi che si sono accostati alla psicoanalisi a Milano: il prof. Renato Sigurtà e la prof. Bianca Gatti, con cui ho parlato di questo argomento. Riporterò stralci delle conversazioni, particolarmente sincere e generose, ricche di esperienza e di umanità, da cui ho tratto spunto per qualche considerazione personale sul modo in cui il pensiero psicoanalitico, come metodo di conoscenza, di indagine e di terapia, è stato introdotto in Italia e viene trasmesso.
Musatti aveva già scritto e pubblicato il suo Trattato di Psicoanalisi, per il quale aveva naturalmente attinto tantissimo dalle Opere di Freud, cui aveva aggiunto cose sue. Io ero molto vicino a lui, perché lui era presidente del Centro e io ero segretario, fin da quando lo abbiamo costituito. Sono stato infatti segretario