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Alain De Mijolla, fondatore della Associazione Internazionale di Storia della Psicoanalisi, ebbe a dire che, paradossalmente, gli analisti, che trascorrono gran parte del loro tempo lavorativo ascoltando le “storie” dei loro pazienti, hanno assai scarso interesse per la “storia” della loro disciplina. Questo scarso interesse per la storia della psicoanalisi si è esteso anche alla storia delle vicende che hanno segnato la traduzione degli scritti di Freud nelle lingue dei differenti paesi nei quali la psicoanalisi si è diffusa.
Il punto è che una insufficiente conoscenza di queste vicende non permette di comprendere appieno il significato e il valore degli stessi contenuti della nostra disciplina né il senso della differenza tra i differenti modelli teorici che hanno caratterizzato la psicoanalisi nelle diverse epoche e nei differenti paesi. Questo perché le scelte traduttive che sono state fatte sono state in buona parte responsabili della formazione e della istituzionalizzazione di questo o quel modello teorico e, quindi, di questa o quella scuola di pensiero. Pertanto sarebbe certamente molto opportuno per ciascuno di noi cercare di colmare queste lacune anche perché ormai abbiamo a disposizione una vasta messe di letteratura sull'argomento. In questa nota prenderemo in considerazione le vicissitudini della traduzione di Freud nella lingua inglese e in quella francese, sia perché queste due aree culturali hanno assunto un grandissimo rilievo nella storia del movimento psicoanalitico, sia perché l'approccio alla traduzione di Freud in questi due diversi contesti culturali ha seguito linee di sviluppo radicalmente differenti.