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L'ultimo libro di Guelfo Margherita, una fantapsicosaggio come lui stesso lo definisce, è una sorpresa. Non mi riferisco alla consueta eleganza dello stile, la finezza del linguaggio e la solidità della cultura dell'Autore, caratteristiche ben note a chi lo conosce. Mi ha colpito il carattere schiettamente autobiografico del suo racconto, che non consiste nella descrizione di fatti storici personali, ma nell'incisiva e coraggiosa partecipazione dell'Autore ai fatti liberamente inventati. Guelfo scende in mezzo ai personaggi del suo libro, li incarna e viene incarnato da loro, dialoga con la loro alterità e si immedesima con essa, ma senza mai pretendere di manovrare, di guidare il destino dei protagonisti o delle azioni in una direzione prestabilita. Il risultato è un racconto di potente forza narrativa e di grande fascino.
Non mi concentrerò sulla trama del libro. Per il lettore è meglio scoprirla passo dopo passo durante la lettura, questa mi sembra la strada più proficua. Dirò soltanto che il fatto narrativo liberamente scelto che funge da fulcro dell'impianto complessivo del libro, è la minaccia per l'umanità rappresentata da un batterio mutante chiamato berlusconella (l'allusione a personaggi reali non è casuale), in grado di invadere il Cyberspazio, spazio mentale collettivo, biologizzandolo. Il batterio prodotto dalle profondità vitali di Gaia (la Madre-Terra), consente a quest'ultima di costituire una coscienza di sé, senza avere più la necessità di specchiarsi nello sguardo dell'uomo, amante egoista e sfruttatore da scacciare dal suo letto. I personaggi del libro che vengono coinvolti a vari livelli nel vortice degli avvenimenti collegati alla minaccia sono persone reali (gli scienziati James Lovelock e Lynn Margulis), i protagonisti della serie televisiva X files Fox Mulder e Dana Scully e figure liberamente inventate (Rosalynd, Wolf, Adamo Pautasso, Eva Greenstorm).
Pur intrisa d'affetto la mia recensione prende strade personali e arbitrarie che in vari pun