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I contributi di rilievo apparsi sulla rivista Psiche sono stati numerosi. L'attualità del tema del fascicolo monografico (9/10): Der Andere in der Psychoanalyse Figuren der Begegnung (L'altro nella psicoanalisi figure dell'incontro) mi ha indotto a scrivere particolarmente su questo. Colpisce la molteplicità degli articoli stranieri, dieci, di cui cinque non sono tedeschi. Oltre agli articoli sui quali mi soffermerò in dettaglio, vi troviamo contributi di Helmut Hinz, Jean Laplanche, Janine Puget, Daniel N. Stern e altri, Burkhard Liebsch, Thomas Bedorf. Impossibile, in questo spazio, recensirli tutti anche se d'interesse. Mi sono soffermata sull' editoriale di Werner Bohleber che raccoglie una buona sintesi dei lavori presentati. In Intersubjektivitaet und die Bedeutung des Anderen in der Psychoanalyse (l'intersoggettività e il significato dell'altro nella psicoanalisi), egli afferma che negli ultimi decenni abbiamo potuto assistere ad un cambiamento nella teoria clinica della psicoanalisi passata da una concezione esclusivamente intrapsichica ad una comprensione intersoggettiva della situazione psicoanalitica. La maggior parte degli istituti psicoanalitici si è aperta a queste nuove concezioni interattive; cosicché, nella pratica psicoanalitica, ci si è trovati a confronto con le implicazioni e gli aspetti teorici del controtransfert, dell'enactment e dell'identificazione proiettiva. Il coinvolgimento personale dell'analista non è più visto come un ostacolo, bensì parte integrante di un processo analitico fruttuoso.
Nel processo analitico si è dunque passati da una visione della relazione terapeutica “soggetto - oggetto”, nella quale il modello era di tipo complementare e asimmetrico, al riferirsi ad un modello intersoggettivo “soggetto - soggetto”, di tipo simmetrico.
Sono entrati nuovi termini come: “momenti d'incontro”, “riconoscimento reciproco”, “autenticità”, spontaneità”, “espressione personale” dell'analista etc. Nel modello intersoggettivo cambia di necessi