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Passando in rassegna gli indici degli ultimi cinque anni dei The Psychoanalitic Quarterly, si nota che solo due articoli sono esplicitamente incentrati sul transfert, nel senso che il termine compare già nel titolo. Naturalmente del transfert o meglio dei transferts e delle loro vicissitudini si parla ampiamente in tutti o quasi gli articoli, soprattutto in quelli prevalentemente clinici. Negli anni considerati nessun numero monografico è stato dedicato interamente al transfert. Sarebbe stato sicuramente stimolante la messa a confronto dei diversi (e a volte lontanissimi!) orientamenti teorici sul tema come ormai è tradizione invalsa nella Rivista.
Un interessante articolo è comparso nel volume LXXIII, 2004, n. 2 scritto da un collega tedesco, Thomas Müller, dal titolo Sul transfert e controtransfert psicotico. L'articolo ha il merito di fornire con estrema precisione una sistematizzazione dei differenti tipi di transfert psicotico con altrettante differenti reazioni o risposte transferali.
Uno a coloritura prevalentemente paranoidea che si palesa con manifestazioni incentrate sul corpo o di tipo ipocondriaco, con manifestazioni latenti oppure con angosce francamente persecutorie. Un secondo tipo più connotato in senso narcisistico e caratterizzato da relazioni simbiotiche con l'oggetto, la presenza di un oggetto - sé ideale, tratti onnipotenti o tratti autistici. Un ulteriore tipo di transfert psicotico sarebbe quello evidenziabile all'interno di uno stato confusionale, negli sviluppi prepsicotici che preannunciano un'imminente regressione psicotica oppure in stati di totale dissipazione o di fusione delle rappresentazioni del sé e dell'oggetto.
Come ultima categoria l'Autore descrive vari stati affettivi che esitano in transfert psicotici: stati maniacali, sviluppo di un Super-io o Ideale dell'io di tipo psicotico, conflitti relativi alla separazione o separatezza. Viene fornito vario materiale clinico a supporto dell'utilità di questa distinzione particolareggiata.