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Il 3 marzo scorso è deceduta a Parigi Janine Chasseguet-Smirgel all'età di 77 anni e a distanza di un anno dalla morte del marito Bela Grunberger. Proveniente da una famiglia ebraica dell'Europa centrale pesantemente decimata è stata fra i primi psicoanalisti a interessarsi, alla luce dei dati clinici, del destino dei figli delle vittime e dei figli dei loro carnefici. Ma il suo nome è soprattutto legato allo studio della sessualità femminile, a proposito della quale ebbe molta risonanza il suo dissenso sull'esistenza dell'invidia del pene e dei vissuti di castrazione nella donna.
Sono anche molto conosciute le sue ricerche sul rapporto fra creatività e perversione. In particolare si è dedicata all'esame dell'incidenza degli impulsi distruttivi nelle perversioni e nelle fasi creative di Autori molto noti, in particolare Sade, Strindberg, Pasolini e Mishima.
La ricordiamo con rimpianto per la sua assidua e generosa partecipazione a tanti convegni e seminari tenuti nel nostro Paese negli ultimi trent'anni del secolo scorso. In tali occasioni Mme Chasseguet ha portato agli psicoanalisti italiani con ammirevole chiarezza e semplicità la sua esperienza di terapeuta e la sua grande passione didattica.
Janine Chasseguet-Smirgel è stata presidente della Société Psychanalytique de Paris e vicepresidente dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale.